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Recitando si diventa tutti abili

Recitando si diventa tutti abili

12 min
Recitando si diventa tutti abili

Far vivere, divertire, lavorare insieme ragazzi con e senza disabilità: questo è lo scopo del Laboratorio Teatrale Integrato "Piero Gabrielli". Integrato, perché l'obiettivo è creare uno spazio in cui le differenze convivano e diventino una ricchezza. Questo è possibile forse soltanto in teatro, dove ci si spoglia della propria identità per diventare altri, per trasformarsi insieme e abitare un universo di fantasia. In scena, il limite – fisico, sociale, psichico o di qualsiasi altra natura – diventa un'occasione creativa, un punto di partenza di un'originalità espressiva e soprattutto un profilo di un'identità. Dal 1995 il Laboratorio porta il nome di chi, nel 1981, ne fu ideatore: Piero Gabrielli, che dedicò gran parte della sua vita alla sensibilizzazione sui temi della disabilità. Terza linea della Rugby Roma e della Nazionale degli anni Cinquanta, egli ricorreva spesso alla metafora del gioco di squadra per spiegare che insieme si cresce meglio: grandi e piccoli, veloci e lenti. ll Laboratorio teatrale Integrato, partì dalla scelta di un testo teatrale: la commedia di Aristofane Gli uccelli. Tra il febbraio e il maggio 1982, una ventina di ragazzi dagli 8 ai 16 anni, tredici dei quali disabili, si incontrarono due volte alla settimana al Teatro Flaiano, sotto la guida del regista Adriano Dallea coadiuvato da un gruppo di logopediste e insegnanti .Prova dopo prova, ci si accorse che quello che si stava delineando era un vero e proprio spettacolo teatrale da presentare al pubblico. Il 28 maggio 1982 al teatro Argentina accadde proprio questo.

Andato in onda il Domenica 5 Aprile 2026 su Rai 5

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Domande frequenti su Recitando si diventa tutti abili

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Di cosa parla Recitando si diventa tutti abili?

Far vivere, divertire, lavorare insieme ragazzi con e senza disabilità: questo è lo scopo del Laboratorio Teatrale Integrato "Piero Gabrielli". Integrato, perché l'obiettivo è creare uno spazio in cui le differenze convivano e diventino una ricchezza. Questo è possibile forse soltanto in teatro, dove ci si spoglia della propria identità per diventare altri, per trasformarsi insieme e abitare un universo di fantasia. In scena, il limite – fisico, sociale, psichico o di qualsiasi altra natura – diventa un'occasione creativa, un punto di partenza di un'originalità espressiva e soprattutto un profilo di un'identità. Dal 1995 il Laboratorio porta il nome di chi, nel 1981, ne fu ideatore: Piero Gabrielli, che dedicò gran parte della sua vita alla sensibilizzazione sui temi della disabilità. Terza linea della Rugby Roma e della Nazionale degli anni Cinquanta, egli ricorreva spesso alla metafora del gioco di squadra per spiegare che insieme si cresce meglio: grandi e piccoli, veloci e lenti. ll Laboratorio teatrale Integrato, partì dalla scelta di un testo teatrale: la commedia di Aristofane Gli uccelli. Tra il febbraio e il maggio 1982, una ventina di ragazzi dagli 8 ai 16 anni, tredici dei quali disabili, si incontrarono due volte alla settimana al Teatro Flaiano, sotto la guida del regista Adriano Dallea coadiuvato da un gruppo di logopediste e insegnanti .Prova dopo prova, ci si accorse che quello che si stava delineando era un vero e proprio spettacolo teatrale da presentare al pubblico. Il 28 maggio 1982 al teatro Argentina accadde proprio questo.