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Passato e Presente - Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile

Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile

35 min Stagione 2024
Passato e Presente - Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile

Quella di Ugo Foscolo, figura emblematica del nostro romanticismo, è stata una vita intensa, travagliata, fatta di fughe, amori, conflitti, tanto ideologici quanto militari e letterari. Come in quasi nessun altro autore della nostra tradizione, nelle sue opere hanno giocato un ruolo decisivo sentimenti e convinzioni contraddittori. La sua condizione di esule, elemento centrale nella sua poetica, lo portò a una profonda riflessione sulla condizione umana e sul ruolo dell'intellettuale in un'epoca di cambiamenti cruciali per la storia europea. Eppure, è spettato proprio ad uno scrittore come lui - nato oltremare da madre greca che apprende la lingua italiana solo da adulto - lasciare una confessione tanto esplicita e inequivocabile, circa il proprio impegno civile e la propria "consapevolezza patria". Un sentimento che si nutre della memoria dei grandi, celebrati nei "Sepolcri" come esempi di virtù per le generazioni future, e che trova nella bellezza ideale de "Le Grazie" la sua più alta espressione, unendo così impegno civile e ricerca estetica in un messaggio di eterno valore. In studio, con Paolo Mieli, il professor Lucio Villari.

Andato in onda il Domenica 23 Agosto 2026 su Rai Storia

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Domande frequenti su Passato e Presente - Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile

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Passato e Presente - Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile dura 35 minuti.

Di cosa parla Passato e Presente - Ugo Foscolo. La bellezza e la poesia civile?

Quella di Ugo Foscolo, figura emblematica del nostro romanticismo, è stata una vita intensa, travagliata, fatta di fughe, amori, conflitti, tanto ideologici quanto militari e letterari. Come in quasi nessun altro autore della nostra tradizione, nelle sue opere hanno giocato un ruolo decisivo sentimenti e convinzioni contraddittori. La sua condizione di esule, elemento centrale nella sua poetica, lo portò a una profonda riflessione sulla condizione umana e sul ruolo dell'intellettuale in un'epoca di cambiamenti cruciali per la storia europea. Eppure, è spettato proprio ad uno scrittore come lui - nato oltremare da madre greca che apprende la lingua italiana solo da adulto - lasciare una confessione tanto esplicita e inequivocabile, circa il proprio impegno civile e la propria "consapevolezza patria". Un sentimento che si nutre della memoria dei grandi, celebrati nei "Sepolcri" come esempi di virtù per le generazioni future, e che trova nella bellezza ideale de "Le Grazie" la sua più alta espressione, unendo così impegno civile e ricerca estetica in un messaggio di eterno valore. In studio, con Paolo Mieli, il professor Lucio Villari.