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Passato e Presente - Mastro Titta, il boia del Papa Re

Mastro Titta, il boia del Papa Re

40 min Stagione 2025
Passato e Presente - Mastro Titta, il boia del Papa Re

Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell’Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall’apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c’entra con la morte? E, chi è? Quell’uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell’autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell’Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni.

Andato in onda il Martedì 12 Maggio 2026 su Rai 3

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Domande frequenti su Passato e Presente - Mastro Titta, il boia del Papa Re

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Passato e Presente - Mastro Titta, il boia del Papa Re dura 40 minuti.

Di cosa parla Passato e Presente - Mastro Titta, il boia del Papa Re?

Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell’Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall’apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c’entra con la morte? E, chi è? Quell’uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell’autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell’Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni.