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Passato e Presente - Lincoln e l'abolizione della schiavitù

Lincoln e l'abolizione della schiavitù

40 min Stagione 2020
Passato e Presente - Lincoln e l'abolizione della schiavitù

Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d'America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù - del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione - divide il paese da anni. Lincoln è a capo dello schieramento che si oppone all'estensione territoriale della schiavitù. Sebbene la sua sia una posizione moderata, che non mette in discussione l'esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli Stati che già lo praticano, larga parte del Sud del Paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. Una storia ripercorsa da Paolo Mieli e dalla professoressa Raffaella Baritono a "Passato e Presente". La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l'unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell'intera giurisdizione degli Stati Uniti.

Andato in onda il Lunedì 8 Giugno 2026 su Rai Storia

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Domande frequenti su Passato e Presente - Lincoln e l'abolizione della schiavitù

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Di cosa parla Passato e Presente - Lincoln e l'abolizione della schiavitù?

Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d'America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù - del suo possibile rafforzamento o della sua graduale estinzione - divide il paese da anni. Lincoln è a capo dello schieramento che si oppone all'estensione territoriale della schiavitù. Sebbene la sua sia una posizione moderata, che non mette in discussione l'esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli Stati che già lo praticano, larga parte del Sud del Paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. Una storia ripercorsa da Paolo Mieli e dalla professoressa Raffaella Baritono a "Passato e Presente". La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l'unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell'intera giurisdizione degli Stati Uniti.