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Passato e Presente - La strage di Palazzo D'Accursio

La strage di Palazzo D'Accursio

40 min Stagione 2017
Passato e Presente - La strage di Palazzo D'Accursio

Tra il 1919 e il 1920, l'Italia deve affrontare una profonda crisi economica e sociale: la disoccupazione in città e in campagna ne è l'aspetto più drammatico. Nella Valle Padana si registra una rapida ripresa organizzativa del movimento contadino attraverso un sistema di leghe socialiste e cattoliche. A Bologna, la più lunga vertenza agricola mai organizzata in Italia, si conclude il 25 ottobre 1920 con la firma del cosiddetto capitolato rosso che segna una grande vittoria per braccianti e contadini. A farsi carico dell'offensiva contro il movimento contadino sono i fascisti che, riforniti di armi e di camion dagli agrari, si ergono a tutori dell'ordine e dei valori patriottici mentre danno all'assalto le sedi delle leghe, delle camere del lavoro, delle cooperative. A Bologna, il 21 novembre 1920, le squadre d'azione sferrano l'attacco decisivo: nel corso della cerimonia inaugurale della nuova amministrazione a Palazzo d'Accursio, sparano contro la folla raccoltasi in piazza Maggiore. Il bilancio è di dieci morti e cinquantotto feriti. Per il fascio bolognese è una vittoria su tutta la linea: il partito socialista non sarà più in grado di riorganizzarsi. In studio con Paolo Mieli, il Prof. Giovanni Sabbatucci.

Andato in onda il Sabato 11 Luglio 2026 su Rai Storia

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Domande frequenti su Passato e Presente - La strage di Palazzo D'Accursio

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Tra il 1919 e il 1920, l'Italia deve affrontare una profonda crisi economica e sociale: la disoccupazione in città e in campagna ne è l'aspetto più drammatico. Nella Valle Padana si registra una rapida ripresa organizzativa del movimento contadino attraverso un sistema di leghe socialiste e cattoliche. A Bologna, la più lunga vertenza agricola mai organizzata in Italia, si conclude il 25 ottobre 1920 con la firma del cosiddetto capitolato rosso che segna una grande vittoria per braccianti e contadini. A farsi carico dell'offensiva contro il movimento contadino sono i fascisti che, riforniti di armi e di camion dagli agrari, si ergono a tutori dell'ordine e dei valori patriottici mentre danno all'assalto le sedi delle leghe, delle camere del lavoro, delle cooperative. A Bologna, il 21 novembre 1920, le squadre d'azione sferrano l'attacco decisivo: nel corso della cerimonia inaugurale della nuova amministrazione a Palazzo d'Accursio, sparano contro la folla raccoltasi in piazza Maggiore. Il bilancio è di dieci morti e cinquantotto feriti. Per il fascio bolognese è una vittoria su tutta la linea: il partito socialista non sarà più in grado di riorganizzarsi. In studio con Paolo Mieli, il Prof. Giovanni Sabbatucci.