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Passato e Presente - La rivolta dei Boxer

La rivolta dei Boxer

40 min Stagione 2024
Passato e Presente - La rivolta dei Boxer

Nel 1900, le campagne cinesi divennero teatro di una drammatica insurrezione destinata a ridefinire il destino della nazione. I "Pugni di Giustizia e Concordia", una società segreta di arti marziali, emersero dallo Shandong come espressione violenta del risentimento popolare contro l'odiata presenza straniera. Gli occidentali li battezzarono con un nome destinato ad entrare nella storia: i Boxer. Contadini e lavoratori disperati che, credendosi invulnerabili alle armi da fuoco, scatenarono la loro furia prima contro i cinesi convertiti al cristianesimo, poi contro ogni presenza occidentale. L'Imperatrice vedova Cixi, intuendo il potenziale politico della rivolta, permise tacitamente la sua espansione. Quando i diplomatici stranieri a Pechino si ritrovarono assediati per 55 drammatici giorni, un esercito internazionale di 18.000 uomini marciò sulla capitale. La liberazione del 14 agosto 1900 si trasformò in una brutale rappresaglia, culminando in una pace umiliante per la Cina. Questa breve ma intensa ribellione segnò l'inizio della fine per la dinastia Qing, che crollerà appena dodici anni dopo. In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Andornino.

Andato in onda il Giovedì 18 Giugno 2026 su Rai 3

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Domande frequenti su Passato e Presente - La rivolta dei Boxer

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Passato e Presente - La rivolta dei Boxer dura 40 minuti.

Di cosa parla Passato e Presente - La rivolta dei Boxer?

Nel 1900, le campagne cinesi divennero teatro di una drammatica insurrezione destinata a ridefinire il destino della nazione. I "Pugni di Giustizia e Concordia", una società segreta di arti marziali, emersero dallo Shandong come espressione violenta del risentimento popolare contro l'odiata presenza straniera. Gli occidentali li battezzarono con un nome destinato ad entrare nella storia: i Boxer. Contadini e lavoratori disperati che, credendosi invulnerabili alle armi da fuoco, scatenarono la loro furia prima contro i cinesi convertiti al cristianesimo, poi contro ogni presenza occidentale. L'Imperatrice vedova Cixi, intuendo il potenziale politico della rivolta, permise tacitamente la sua espansione. Quando i diplomatici stranieri a Pechino si ritrovarono assediati per 55 drammatici giorni, un esercito internazionale di 18.000 uomini marciò sulla capitale. La liberazione del 14 agosto 1900 si trasformò in una brutale rappresaglia, culminando in una pace umiliante per la Cina. Questa breve ma intensa ribellione segnò l'inizio della fine per la dinastia Qing, che crollerà appena dodici anni dopo. In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Andornino.