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Passato e Presente - I Gracchi. Due fratelli per il popolo

I Gracchi. Due fratelli per il popolo

40 min Stagione 2025
Passato e Presente - I Gracchi. Due fratelli per il popolo

“Questi sono i miei gioielli” così, secondo la tradizione popolare, Cornelia, figlia di Scipione l’Africano, e sposa di Tiberio Sempronio Gracco, indicò i suoi figli. Tiberio e gaio Gracco, per tutti, i Gracchi, appartenevano ad una delle famiglie più illustri di Roma. In un periodo carico di particolari tensioni sociali, si affacciarono giovanissimi sulla scena politica romana, dove cercheranno di porre fine allo strapotere dell’aristocrazia senatoria e di dividere in modo più equo i frutti dei successi militari di Roma, per migliorare le condizioni del popolo. Con nuove leggi, distribuirono l’agro pubblico ai cittadini romani più poveri e proposero una serie di riforme ispirate a una nuova concezione dello stato. Sfidando il potere dell’aristocrazia senatoria, aprirono una frattura politica destinata a segnare a lungo la storia di Roma. La loro fine violenta mostrò la profonda crisi della Repubblica. In studio con Paolo Mieli il professor Umberto Roberto.

Andato in onda il Lunedì 4 Maggio 2026 su Rai 3

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Domande frequenti su Passato e Presente - I Gracchi. Due fratelli per il popolo

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Passato e Presente - I Gracchi. Due fratelli per il popolo dura 40 minuti.

Di cosa parla Passato e Presente - I Gracchi. Due fratelli per il popolo?

“Questi sono i miei gioielli” così, secondo la tradizione popolare, Cornelia, figlia di Scipione l’Africano, e sposa di Tiberio Sempronio Gracco, indicò i suoi figli. Tiberio e gaio Gracco, per tutti, i Gracchi, appartenevano ad una delle famiglie più illustri di Roma. In un periodo carico di particolari tensioni sociali, si affacciarono giovanissimi sulla scena politica romana, dove cercheranno di porre fine allo strapotere dell’aristocrazia senatoria e di dividere in modo più equo i frutti dei successi militari di Roma, per migliorare le condizioni del popolo. Con nuove leggi, distribuirono l’agro pubblico ai cittadini romani più poveri e proposero una serie di riforme ispirate a una nuova concezione dello stato. Sfidando il potere dell’aristocrazia senatoria, aprirono una frattura politica destinata a segnare a lungo la storia di Roma. La loro fine violenta mostrò la profonda crisi della Repubblica. In studio con Paolo Mieli il professor Umberto Roberto.