Passato e Presente - Gli attentati al Duce
Gli attentati al Duce
Descrizione
Mussolini è il dominatore incontrastato della macchina organizzativa del regime e del partito. Il culto per il capo del governo è una vera e propria ascesi, con i suoi riti e i suoi simboli. Ma dopo l'affare Matteotti qualcuno inizia a pensare ad un atto cruento contro Mussolini. il 4 novembre del 1925, Tito Zaniboni ex deputato socialista progetta il primo attentato contro il duce. Fallirà ancor prima di essere compiuto: da mesi Zamboni è infatti sorvegliato dagli agenti dell'Ovra. Un secondo attentato è quello del 7 aprile 1926, ordito dall'anziana irlandese Violet Gibson. Sarà un altro insuccesso. Anche l'agguato pensato dall'anarchico Gino Lucetti dell'11 settembre 1926, fallisce. L'ultimo, quello più grave, è a Bologna il 31 ottobre 1926, ad opera del quindicenne Anteo Zamboni che individuato tra la folla è linciato dai fascisti e impiccato in effigie. Questa scia di attentati rafforza ulteriormente l'immagine del Duce che saprà abilmente sfruttarli davanti agli occhi dell'opinione pubblica con una grande capacità di vittimismo e di veemente invincibilità, fornendo al regime il pretesto e l'occasione per introdurre una serie di leggi speciali repressive, ispirate dal giurista Rocco, che assunsero il nome di «leggi fascistissime». In studio con Paolo Mieli, la prof.ssa Alessandra Tarquini.
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