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Passato e Presente - Gli attentati al Duce

Gli attentati al Duce

40 min Stagione 2018
Passato e Presente - Gli attentati al Duce

Mussolini è il dominatore incontrastato della macchina organizzativa del regime e del partito. Il culto per il capo del governo è una vera e propria ascesi, con i suoi riti e i suoi simboli. Ma dopo l'affare Matteotti qualcuno inizia a pensare ad un atto cruento contro Mussolini. il 4 novembre del 1925, Tito Zaniboni ex deputato socialista progetta il primo attentato contro il duce. Fallirà ancor prima di essere compiuto: da mesi Zamboni è infatti sorvegliato dagli agenti dell'Ovra. Un secondo attentato è quello del 7 aprile 1926, ordito dall'anziana irlandese Violet Gibson. Sarà un altro insuccesso. Anche l'agguato pensato dall'anarchico Gino Lucetti dell'11 settembre 1926, fallisce. L'ultimo, quello più grave, è a Bologna il 31 ottobre 1926, ad opera del quindicenne Anteo Zamboni che individuato tra la folla è linciato dai fascisti e impiccato in effigie. Questa scia di attentati rafforza ulteriormente l'immagine del Duce che saprà abilmente sfruttarli davanti agli occhi dell'opinione pubblica con una grande capacità di vittimismo e di veemente invincibilità, fornendo al regime il pretesto e l'occasione per introdurre una serie di leggi speciali repressive, ispirate dal giurista Rocco, che assunsero il nome di «leggi fascistissime». In studio con Paolo Mieli, la prof.ssa Alessandra Tarquini.

Andato in onda il Sabato 31 Ottobre 2026 su Rai Storia

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Di cosa parla Passato e Presente - Gli attentati al Duce?

Mussolini è il dominatore incontrastato della macchina organizzativa del regime e del partito. Il culto per il capo del governo è una vera e propria ascesi, con i suoi riti e i suoi simboli. Ma dopo l'affare Matteotti qualcuno inizia a pensare ad un atto cruento contro Mussolini. il 4 novembre del 1925, Tito Zaniboni ex deputato socialista progetta il primo attentato contro il duce. Fallirà ancor prima di essere compiuto: da mesi Zamboni è infatti sorvegliato dagli agenti dell'Ovra. Un secondo attentato è quello del 7 aprile 1926, ordito dall'anziana irlandese Violet Gibson. Sarà un altro insuccesso. Anche l'agguato pensato dall'anarchico Gino Lucetti dell'11 settembre 1926, fallisce. L'ultimo, quello più grave, è a Bologna il 31 ottobre 1926, ad opera del quindicenne Anteo Zamboni che individuato tra la folla è linciato dai fascisti e impiccato in effigie. Questa scia di attentati rafforza ulteriormente l'immagine del Duce che saprà abilmente sfruttarli davanti agli occhi dell'opinione pubblica con una grande capacità di vittimismo e di veemente invincibilità, fornendo al regime il pretesto e l'occasione per introdurre una serie di leggi speciali repressive, ispirate dal giurista Rocco, che assunsero il nome di «leggi fascistissime». In studio con Paolo Mieli, la prof.ssa Alessandra Tarquini.