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Italiani con Paolo Mieli - Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza - Il vizio di essere se stessi

55 min Stagione 2017
Italiani con Paolo Mieli - Goliarda Sapienza

Personaggio tutt'altro che lineare, rappresenta il costante lavoro femminile alla ricerca di un proprio spazio esistenziale. È il ritratto di "Goliarda Sapienza", protagonista di questo documentario scritto da Simona Fasulo con la regia di Nicoletta Nesler. Quando Goliarda nasce, i suoi genitori - Maria Giudice, nota sindacalista lombarda e Giuseppe Sapienza, avvocato catanese - sono già anziani, hanno altri figli da precedenti unioni e, soprattutto, sono più interessati a lottare per un mondo migliore che a crescere una neonata. La vita di Goliarda si snoda così tra un senso continuo di abbandono - la nutre il fratello sedicenne, gioca con i bambini del quartiere più malfamato di Catania, non frequenta la scuola pubblica, più volte vede la madre condotta in carcere - e la consapevolezza di appartenenza a un ideale di profonda uguaglianza sociale. Goliarda per tutta la vita rifiuta di abbracciare ufficialmente chiese o fedi politiche, pur essendo per nascita, e per vocazione, socialista. È femminista senza esserlo ("questi preti in gonnella" dice delle femministe americane), ama le donne ma non si dichiara lesbica, ama gli uomini, ma non fa carte false per averli. Fa l'attrice per volere del padre, scrive con il compagno di vita Citto Maselli le sceneggiature dei suoi film, lo aiuta a girare i suoi documentari e, a quarant'anni, approda alla narrativa. Ma per sopravvivere finisce per insegnare recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, sorprendendo e scandalizzando a volte gli studenti con la sua forza espressiva.

Andato in onda il Domenica 30 Agosto 2026 su Rai Storia

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Domande frequenti su Italiani con Paolo Mieli - Goliarda Sapienza

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Personaggio tutt'altro che lineare, rappresenta il costante lavoro femminile alla ricerca di un proprio spazio esistenziale. È il ritratto di "Goliarda Sapienza", protagonista di questo documentario scritto da Simona Fasulo con la regia di Nicoletta Nesler. Quando Goliarda nasce, i suoi genitori - Maria Giudice, nota sindacalista lombarda e Giuseppe Sapienza, avvocato catanese - sono già anziani, hanno altri figli da precedenti unioni e, soprattutto, sono più interessati a lottare per un mondo migliore che a crescere una neonata. La vita di Goliarda si snoda così tra un senso continuo di abbandono - la nutre il fratello sedicenne, gioca con i bambini del quartiere più malfamato di Catania, non frequenta la scuola pubblica, più volte vede la madre condotta in carcere - e la consapevolezza di appartenenza a un ideale di profonda uguaglianza sociale. Goliarda per tutta la vita rifiuta di abbracciare ufficialmente chiese o fedi politiche, pur essendo per nascita, e per vocazione, socialista. È femminista senza esserlo ("questi preti in gonnella" dice delle femministe americane), ama le donne ma non si dichiara lesbica, ama gli uomini, ma non fa carte false per averli. Fa l'attrice per volere del padre, scrive con il compagno di vita Citto Maselli le sceneggiature dei suoi film, lo aiuta a girare i suoi documentari e, a quarant'anni, approda alla narrativa. Ma per sopravvivere finisce per insegnare recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, sorprendendo e scandalizzando a volte gli studenti con la sua forza espressiva.